Formazione

“Il consiglio più importante per ottenere il massimo da ognuno dei tuoi collaboratori” di Andrea Cesaro

Ora che sei nel mondo del Network Marketing da un bel po’, ti sei ritrovato a gestire dei collaboratori che hanno deciso di seguirti per sviluppare la loro attività all’interno di questo settore.

Magari hai solo un collaboratore…

O forse due…

Oppure ancora, forse, sei riuscito a radunare intorno a te già una manciata di persone attive…

Ovviamente, come ben sai, stiamo parlando di collaboratori veri e propri, non di quelli che io chiamo arrotondini o di clienti con lo sconto; questo deve essere chiaro.

Intendo proprio persone che ogni mese si mettono a tavolino a buttare giù gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, persone che ti chiamano quasi ogni giorno per un report completo delle loro attività e, magari, una richiesta di consiglio.

Networkers, insomma!

Dunque, dicevamo che, ormai, sei diventato la figura di riferimento di qualcun altro.

In poche parole, sei uno Sponsor… ma uno Sponsor vero e proprio, non uno di quelli tutto fumo e niente arrosto.

Ecco, quindi, che ho deciso di condividere con te uno dei capisaldi che tutti gli Sponsor dovrebbero aver stampato bene bene in mente.

Ma partiamo dal principio…

I tuoi collaboratori sono tutti diversi

Che tu ne abbia uno, due, cinque, dieci o cento, sappi che non troverai mai due collaboratori uguali.

Al massimo simili.

Avrai il collaboratore asso delle telefonate… come quello che piuttosto di alzare il telefono si sparerebbe.

Avrai quello che ama condurre le trattative di vendita… come quello che piuttosto di parlare con un’altra forma di vita si taglierebbe la lingua.

Avrai, ancora, quello che ha trovato nei social un bel bacino di utenza da cui pescare contatti… come quello che non sa farsi nemmeno un account Facebook.

Ecco, di fronte a tutta questa diversità, lo Sponsor medio sai cosa fa?

Be’, quello che tutti gli altri Sponsor medi gli hanno detto di fare:

  • prendi tutti quanti in un unico mucchio
  • dà loro del materiale informativo (rigorosamente approvato dall’azienda) da studiarsi e da condividere con i loro potenziali clienti
  • periodicamente fai un incontro di gruppo e fai vedere loro quanto stia crescendo l’azienda e, quindi, che potenziale potranno raggiungere continuando a lavorare per lei
  • se gli animi sono un po’ giù, vai di motivazione
  • una volta che hanno imparato ad esporre il prodotto e a gestire l’area privata, lasciali liberi e concentrati a reclutarne altri

Questo, in sintesi, è lo schema di lavoro dello Sponsor classico…

Peccato che nel gruppo ci sia quello che non se ne fa niente dei materiali pubblicitari: lui vorrebbe approfondire di più le tecniche di vendita.

E peccato che nel gruppo ci siano quegli altri due asociali che non trovano alcuna utilità nei meeting settimanali e preferirebbero essere formati sulla tecnica one-to-one.

E, ancora, peccato che ci siano quelli che, nonostante sappiano benissimo come aprire l’area privata e fare gli ordini, non abbiano la minima idea di come approcciare un potenziale cliente.

Perché, dunque, queste persone dovrebbero essere messe tutte sullo stesso livello ed educate tutte alla stessa maniera?

Be’, non esiste una risposta a questo comportamento: non c’è alcuna logica in questo comportamento.

L’unica motivazione alle azioni di questi personaggi è l’assoluta mancanza di interesse e di professionalità verso i collaboratori e la totale pigrizia nei confronti dell’attività, data dalla falsa convinzione che il Network sia una pacchia e che non sia assolutamente necessario sbattersi più di tanto per arricchirsi.

Questo, dunque, è il quadro generale della situazione.

Ma qual è la soluzione a questo sfacelo?

Un piano specifico per ogni collaboratore

La regola è che ogni collaboratore avrà il proprio piano personale per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato nella sua attività.

Come pensi di portare al successo uno che odia i meeting e preferisce parlare con le persone faccia a faccia?

Con gli stupidi meeting aziendali?

Assolutamente no.

Ti metterai a tavolino con lui, ti farai spiegare bene la sua situazione e, magari, comincerai a farlo crescere insegnandogli prima le basi del colloquio one-to-one, fino a farlo diventare un asso.

In futuro, poi, potrai provare a fargli applicare quelle sue conoscenze peculiari all’interno di un meeting, ma inizialmente non ti devi nemmeno sognare di buttarlo nel bel mezzo della folla: sarebbe un suicidio sia per lui che per te.

Non me ne frega niente di quello che dice l’azienda: se una persona non vuole presenziare ai meeting o tenerli lui stesso, bisogna trovare una strada alternativa. Punto.

E se, invece, trovi quello che si sente completamente a suo agio a chattare sui social con le persone e ad interagire con loro in maniera virtuale?

Cosa farai?

Lo costringerai ad uscire nel mondo offline per il maledetto caffè con trattativa?

No!

Ti metterai a tavolino con lui, ti farai spiegare bene la sua situazione e, magari, comincerai a farlo crescere riempiendolo di informazioni e di dritte su come condurre una trattativa via messaggio o su come ottenere un appuntamento in chat online per proporre il proprio prodotto.

In seguito, poi, si vedrà se introdurlo all’attività offline (cosa che dovrà accadere prima o poi), ma solo in futuro, quando la persona sarà diventata un asso nella sua specialità.

Perché uno dovrebbe entrare nel Network per fare attività in una maniera che non è la sua?

Uno entra nel mondo del Network Marketing perché è stanco di dover fare cose che non gli piacciono… e si ritrova a dover fare cose che odia anche qui?

Ma anche no!

Così sì che rischi di perderlo dopo qualche settimana.

Questo è il concetto che ho voluto far passare con questi due semplici esempi… ma ce ne sono tantissimi altri.

In sintesi: la parola d’ordine è “differenziare”

Siamo tutti diversi.

Chi dice ed è convinto che le persone siano tutte uguali, per prima cosa non farà mai Network come si deve e, secondo… dovrebbe farsi curare.

Se fossimo tutti uguali, allora, i vari Network Marketing non esisterebbero, perché tutti vorrebbero le stesse cose e comprerebbero da una sola azienda.

Credere che lo stesso metodo vada bene per tutti è il primo passo verso il declino tuo e di tutta la tua struttura.

E tu sicuramente non vuoi che questo accada.

Perciò l’ultimo invito che ti faccio in questo articolo è: lavora con i tuoi collaboratori, fatica con loro, rompiti le scatole a trovare una soluzione per fargli ottenere il massimo.

Non peccare di pigrizia, altrimenti sei finito.

Impara a trattare tutti in maniera diversa e vedrai che, così facendo, attirerai ancora più gente, che si sentirà messa al primo posto, compresa e seguita.

E poi, scusami… ma dove lo trovano un altro Sponsor così???

* * *

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Aut Caesar, aut nihil!

Articolo di Andrea Cesaro, Caesar Networkers

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