Tecnica

Reputazione Online come Offline

La presenza in rete, quindi sui social network, può rivelarsi un arma a doppio taglio se non sappiamo gestire anche on line la nostra immagine. Perchè on line è come off line. Proviamo a suggerirvi alcune cose fondamentali a cui fare attenzione aprendo dei profili social.

La cosa principale è come noi scegliamo di mostrarci agli altri.

A partire dalla foto del profilo. Vietato l’uovo su Twitter o la sagoma su Facebook. La gente vi deve conoscere e riconoscere. Meglio usare la stessa immagine se si hanno più profili social.

Il vostro account deve diventare un brand e la vostra immagine deve essere il vostro logo. Anche il nome e il cognome hanno la loro importanza: evitate di usare pseudonimi e nickname, il rischio è di cadere nell’anonimato e di essere degli ‘sconosciuti’. Inoltre è importante scrivere una breve biografia: su Twitter ci sono 160 caratteri, usiamoli bene e soprattutto cambiamoli spesso, in base alle nostre attività. È il nostro biglietto da visita, non deve essere una lapide.

Dobbiamo decidere in che modo creare il nostro network.

Spesso si dice che sui social si trovano solo banalità e cose non interessanti. È sbagliato dare la colpa allo strumento: si trovano persone interessanti e persone non interessanti, spetta a noi scegliere con cura chi seguire. Perciò è importante selezionare i profili giusti e quelli che fanno al caso nostro. Twitter non è un’entità a sé stante, è fatta di persone. In un certo senso, Twitter non esiste, esistono le persone.

I social non sono un mondo diverso dal quale viviamo.

Su Twitter un dentista rimane un dentista, un falegname rimane un falegname, un giornalista rimane un giornalista. Tutti i contenuti che si pubblicano sono contenuti pubblici, fruibili da tutti. Per questo bisogna fare molta attenzione: sui social siamo quello che pubblichiamo.

Anzi, perfino una assenza può far parlare di sé. Non esistono conversazioni private: tutto è ‘screenshottabile’, persino le discussioni su Whatsapp. L’unico modo affinché un contenuto non vada on line e non mettercelo.

“CERCATE DI NON PRODURRE TANTI CONTENUTI. SE TWITTATE TROPPO, LE PERSONE SI STANCANO, SI DIVENTA NOIOSI E SI RISCHIA DI PERDERE FOLLOWERS. NON DOBBIAMO TWITTARE PER FORZA, QUANDO NON SI SA COSA DIRE È MEGLIO NON DIRE NIENTE”.

I social non sono un mondo irreale o ideale.

Come detto, se una persona è un giornalista professionista off line continua a esserlo anche on line. Ma allo stesso tempo, accanto alla professionalità, non si deve perdere di vista il lato umano. Non basta parlare alla nostra audience, bisogna anche interagire con loro. D’altronde, lo scopo dei social network è proprio quello di confrontarsi e di comunicare, ovviamente non a senso unico. Per non perdere interesse, bisogna evidenziare ogni volta cose diverse.

Ma per creare una nuova discussione bisogna sapere se qualcuno ne sta già parlando e inserirsi nel flusso di informazioni.

Ad esempio, su Twitter esiste una ricerca avanzata che permette di sapere quali sono le discussioni più recenti e quelle più seguite.

È un modo per essere sempre aggiornati. Non dobbiamo pensare di essere al bar.

A volte manca la percezione del contesto in cui siamo.

Altre volte non capiamo la nostra audience. I social sono una vetrina pubblica di noi stessi, come off line bisogna stare attenti ai toni che si usano e ai differenti contesti, così anche on line. Se uso Twitter in maniera seria e Facebook per svago, non posso confondere i due contesti.

La cosa più importante per produrre contenuti di qualità è l’affidabilità.

Bisogna verificare sempre la notizia e le fonti. Dobbiamo crearci un network affidabile e non commettere errori dovuti alla velocità o alla superficialità.
Nel caso dei giornalisti è fondamentale comunicare con i colleghi e confrontarsi. Dobbiamo costruire attorno alla nostra audience fiducia e aspettativa e allo stesso modo dobbiamo essere utili.

Commettere errori sui social, dalle sviste grammaticali agli abbagli sui contenuti, è una cosa che accade spesso. La maggior parte delle volte gli errori sono dovuti alla velocità con la quale si pubblicano i contenuti. Piuttosto che pubblicare cose sbagliate, è preferibile perdere del tempo ma verificare bene le informazioni.

Ancora più importante è correggere i propri errori. Eliminare un tweet o un post su Facebook è facile, ma è altrettanto facile essere ‘beccati’: basta uno screenshot per salvare e rimettere in rete un contenuto cancellato. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti è sempre meglio rendersi conto dell’errore e correggersi, con un altro tweet o post.

Per poter gestire un social network in modo da preservare la nostra reputazione on line è altrettanto fondamentale conoscere bene gli strumenti che utilizziamo.

Innanzitutto è consigliabile non avere troppi profili social, soprattutto se la maggior parte diventa ‘cadavere’: meglio curare bene pochi profili che lasciarne tanti in disuso e non aggiornati.

Poi bisogna avere bene in mente dall’inizio qual è lo scopo del nostro contenuto: vogliamo scrivere per un click o per un retweet? Sono cose diverse, che implicano funzioni e feedback diversi. Twitter permette anche di creare delle liste per seguire specifici argomenti: ad esempio, se siamo interessati a un determinato tema possiamo seguire dei giornalisti qualificati che trattano di quell’argomento.

Inoltre esistono alcuni ‘tools’ che facilitano l’uso dei social network: Twitonomy, ad esempio, che è una soluzione gratuita per l’analisi e il monitoraggio del proprio account twitter, oppure Tineye, un motore di ricerca utile per localizzare una determinata immagine ed evitare così problemi legati al copyright.

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