Network Marketing

Intervista a Silvana Cinus, La ribelle del Network Marketing

Nel network marketing c’è bisogno di una rivoluzione e per fare la rivoluzione servono dei ribelli pronti a sovvertire le modalità di business correnti per istituire modalità nuove, realmente duplicabili e al passo con i tempi. E quando dico pronti, intendo dire preparati, professionali, professionisti al 100%.

I network marketer professionisti oggi sono rari e, a pensarci bene, credo di non averne ancora incontrato uno vero da quando ho mosso i primi passi nel settore. Qualcuno penserà che non sia stata fortunata, ma basterebbe ascoltare una decina di incaricati di aziende diverse e avere l’onestà di ammettere quanti di loro si dimostrano davvero professionali.

Il network marketer professionista non ha nulla a che vedere con la maggior parte dei networker che si incontrano quotidianamente nel mondo fisico e digitale. Ho capito a mie spese che svolgere questa attività in modo professionale è decisamente controcorrente e di questa rivoluzione ne ho fatto la mia mission, il mio brand, la mia sfida più grande.

La mia ribellione si manifesta già nelle parole che uso, questione che molti colleghi, o presunti tali, riducono a una semplice polemica terminologica ma che naturalmente va ben al di là e rimanda a un più profondo confronto tra i diversi approcci al business.

PER ME, IL PROFESSIONISTA DEL NETWORK MARKETING È IL NETWORK MARKETER NON IL NETWORKER.

Il vero networker è un professionista che possiede grandi competenze di networking e le usa per raccogliere un numero di contatti sempre maggiore per creare relazioni di affari. Networker più particolari sono i connector, ovvero specialisti del networking che oltre ad aumentare i contatti per se stessi creano relazioni di affari tra altri professionisti mettendoli in contatto tra loro e realizzando valide opportunità di collaborazione e partnership.

Ora, se è vero che chi lavora nel network marketing deve acquisire e sviluppare capacità di networking, ciò non lo rende un networker a tutti gli effetti. Non si tratta di una pignoleria linguistica, ma di una necessità reale: quella di dare il giusto riconoscimento al valore di questa professione. Il network marketer non si limita a svolgere attività di networking; avvia e sviluppa un business in cui crea, forma e gestisce reti di contatti e, contemporaneamente, veicola prodotti o servizi utilizzando specifiche tecniche di marketing.

Sì, ho usato il termine veicolare e non vendere, altro punto di attrito che accende in me l’approccio ribelle.

Attenzione, non voglio indorare la pillola ai lettori come fanno tanti networker con i loro prospect per non spaventarli parlando di vendita.

Però bisogna anche essere chiari una volta per tutte: il network marketer non è un venditore nel senso stretto del termine.

Il professionista della vendita – il venditore – possiede le competenze e gli strumenti comunicativi di persuasione che inducono clienti e consumatori all’acquisto di prodotti o servizi di cui non necessariamente egli è fruitore e il suo successo si misura in base al numero di vendite che realizza in un determinato periodo.

Il network marketer, invece, riceve provvigioni dirette e indirette per ogni vendita realizzata personalmente o dai membri del suo team, grazie alla messa in atto di specifiche attività di promozione e marketing di prodotti e servizi di cui dovrebbe essere un consumatore soddisfatto. Trovo più corretto parlare di promozione e non di vendita, tenendo però sempre presente che la vendita è una conseguenza delle attività promozionali senza la quale, ovviamente, non ci sarebbero provvigioni e guadagni.

E parlando di promozione potremmo aprire un capitolo senza fine. Perché se è vero che tutti possiamo sviluppare competenze promozionali finalizzate al network marketing, anche partendo da zero, è vero anche che devono essere messe in campo con un’attitudine professionale se si vogliono ottenere attenzione, credibilità e autorevolezza.

La moda vuole che tutti i networker siano onnipresenti sui social network, possibilmente in video, a dar voce a dei panegirici, spesso senza capo né coda, su come il network marketing abbia cambiato la loro vita e su quanto siano straordinari i prodotti che offrono.

Senza dubbio il video, e ancor di più le dirette Live di Facebook, sono strumenti promozionali potentissimi per veicolare i prodotti e l’opportunità di business; ma se non offriamo del valore e del valore aggiunto a chi guarda e ascolta, questi strumenti sono soltanto dei boomerang che tornando indietro generano malcontento negli utenti, antipatia nei confronti dei protagonisti e sfiducia nei confronti del network marketing.

Offrire valore non vuol dire sfoderare le solite frasi dette, ridette e stradette. Cominciamo a presentarci come esperti reali del business e del settore in cui operiamo, a dare informazioni corrette sulle caratteristiche e sui vantaggi dei prodotti e dell’opportunità di guadagno, a dare soluzioni concrete a problemi concreti dei nostri potenziali clienti.

Senza scendere nei dettagli, poiché questa non è la sede adatta, abbiamo tutti presente la tendenza quasi ossessiva dei networker di pubblicare selfie, video e dirette Live con cui non possono fare a meno di dirci – spesso usando un linguaggio più che colorito, chissà poi perché – che i loro prodotti e la loro opportunità di business sono i migliori al mondo. Per non parlare poi di quelli che si spingono oltre e ostentano continuamente uno stile di vita a cinque stelle (che non è sempre detto sia reale) raggiunto grazie al network marketing; o ancora, quelli che, in preda ai massimi livelli di esaltazione, cercano di risvegliare prepotentemente le coscienze degli incaricati che non riescono a portare a casa uno straccio di risultato o di chi del network marketing non ne vuol proprio sentir parlare.

So che molti di voi staranno facendo delle smorfie di disappunto, eppure non potete negare che questi scenari non siano abituali nel panorama del network marketing italiano.

Se avete avuto il coraggio e la pazienza di leggermi fin qui, sappiate che a questo punto la mia indole ribelle mi impone di parlare di etica, quindi siete ancora in tempo per decidere di restare o andar via, magari sbattendo la por… ehm, la pagina. Ebbene sì, l’etica professionale esiste anche nel network marketing, ma è ai più sconosciuta. Ne avremmo anche un po’ abbastanza di quelli che “bisogna raggiungere l’obiettivo a ogni costo”. In un business relazionale, quale è il network marketing, il fine non può e non deve giustificare i mezzi. Il network marketer professionista sa che ogni persona con cui ha a che fare non è un numero, non è una vendita, non è un bonus, non è un guadagno, non è una forza lavoro, non è il suo successo personale. Tutte le persone che coinvolgiamo nel nostro business – prospect, clienti, collaboratori, follower, ma anche gli amici e i parenti – sono innanzitutto esseri umani, pertanto è doveroso comportarsi e agire di conseguenza, ovvero con onestà, coerenza, ascolto e rispetto sincero per l’altro, sempre, offline e online.

E allora, proprio per etica professionale, dobbiamo anche fare attenzione agli insegnamenti che diamo quando formiamo e informiamo. Personalmente presterei molta attenzione a indicare l’applicazione dell’Internet marketing al network marketing come il sistema attualmente più efficace per fare contatti. Non perché non funzioni, ma semplicemente perché ritengo non sia una strategia duplicabile (e sappiamo bene che la duplicazione è uno dei pilastri fondamentali di questo business). Eppure, questo viene proposto come uno dei sistemi “miracolosi” più in voga del momento, insieme a quello dell’(ab) uso dei social network.

Siamo onesti: creare e gestire un blog, collegarlo in modo efficace ai social network, pubblicare costantemente contenuti di valore per realizzare un buon posizionamento online, creare un buon contenuto da offrire in download gratuito, preparare un opt-in, una landing page, impostare l’email marketing secondo un funnel ben preciso e imparare a fare campagne di Facebook Ads efficaci, non è per tutti.

Prima di tutto perché, per ottenere dei risultati, ogni step del funnel richiede tanto studio (quindi un grande investimento di tempo e denaro) e tanta pratica (quindi un grande investimento di tempo ed energie). In secondo luogo, perché sia la formazione che i budget da destinare all’acquisto/ abbonamento degli strumenti necessari (hosting, dominio, template, landing page, autorisponditore, ecc.) e alle campagne pubblicitarie rappresentano un esborso che non tutti i network marketer possono affrontare.

Applicare l’Internet marketing al network marketing è senza dubbio una valida strategia, ma che si dimostra realmente efficace e redditizia solo in una fase successiva: quando si è già arrivati a padroneggiare le competenze di base necessarie per essere dei network marketer professionisti (ascolto; public speaking; comunicazione online e offline finalizzata alla promozione di se stessi, dei prodotti e dell’opportunità; organizzazione di piccoli eventi promozionali offline e online; acquisizione di referenze; ecc.) e quando si è raggiunto nel piano marketing un livello tale da produrre guadagni residui che possono essere in parte reinvestiti in questo tipo di strategie. Ma allora se non è il passaparola, se non è la vendita aggressiva, se non è il reclutamento sfrenato, se non è lo sforzarsi di parlare del business e dei prodotti con tutti, ovunque, comunque, ogni giorno e a ogni ora della nostra vita, qual è il vero sistema per fare network marketing?

LA DOMANDA DA UN MILIONE DI DOLLARI

Esiste una folta popolazione di eletti in cui ognuno dichiara di essere il detentore dell’unico vero sistema per raggiungere il successo nel network marketing. Beh, sarà, ma dopo aver speso non so più quante migliaia di euro per studiare con alcuni dei formatori considerati guru del settore e partecipare a sessioni di coaching con leader di diverse aziende, italiani e non, posso dire di aver imparato tanto ma di aver anche capito che questo fantomatico sistema NON esiste.

Sì, avete capito bene. Ho proprio detto che non esiste, a oggi, un vero e proprio sistema di lavoro stepby-step e duplicabile per scalare il piano marketing.

Non nascondiamoci dietro convinzioni più o meno precostituite che prescindono dai fatti. Ci sono cose ben più importanti del voler aver ragione a tutti i costi, del voler negare l’evidenza per paura di perdere la faccia: qui ci sono valori da difendere!

Non risulteremo meno leader se, una volta per tutte, ammettiamo che tutti, principianti e non, brancoliamo un po’ nel buio e lavoriamo cercando con difficoltà un orientamento e un percorso definitivo, pur ammettendo spesso il contrario. E con questo non voglio dire che chi ha già raggiunto alti livelli stia necessariamente mentendo. Coloro che negli anni hanno prodotto grandi risultati lo hanno fatto grazie a una grande motivazione, una grande perseveranza e una grande autodisciplina, doti ben note alle generazioni precedenti e che hanno permesso il raggiungimento degli obiettivi nonostante la mancanza di una vera e propria struttura e ottimizzazione delle procedure di business.

E ALLORA, SEBBENE LA MOTIVAZIONE, LA PERSEVERANZA E L’AUTODISCIPLINA SIANO REQUISITI IMPORTANTI PER NON FALLIRE
NEL NETWORK MARKETING, DOBBIAMO ONESTAMENTE AMMETTERE
CHE NON SONO SUFFICIENTI
A CREARE UN VERO SISTEMA DI BUSINESS E UNA GENERAZIONE
DI VERI PROFESSIONISTI.

La creazione di questo benedetto sistema è da sempre il mio focus quotidiano. Da poco ha visto la luce e con non poca ansia lo accompagno per mano in attesa che muova da solo i primi passi.

Chi sono io? Sono una network marketer come tanti, ma ribelle.

Collaboro con un’azienda molto conosciuta nel settore del benessere.

No, non sono ancora una leader. Ho salito un solo gradino del piano marketing. Sì, ho solo una spilletta e la conservo orgogliosamente in un cassetto.

No, non la indosso mai e non la mostro mai. Invece, mostro sempre il tesserino, perché sono una professionista.

Una volta mi hanno detto a brutto muso che sono troppo ribelle per poter raggiungere il successo, che se vuoi reinventare la ruota sei destinato al fallimento.

Ma dato che la ruota di quei networker girava su concetti e insegnamenti lontani anni luce da quelli che sono i miei valori personali e lavorativi, ho deciso di costruire una nuova ruota per chi come me auspica la creazione di un sistema etico e professionale in virtù del quale ogni network marketer può finalmente sentirsi orgoglioso del lavoro che svolge e non essere più annoverato nella schiera dei networker invasati, invadenti e opportunisti.

Ho iniziato dicendo che nel network marketing c’è bisogno di una rivoluzione e per fare la rivoluzione c’è bisogno di una nuova generazione di network marketer ribelli pronti a sovvertire le modalità di business correnti per ridare la dignità che merita a questo straordinario modello di business, ancora tanto bistrattato e criticato.

È una grande sfida, ma se sei un network marketer professionista, le sfide dovrebbero essere il tuo pane quotidiano.

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